19 Settembre 2017
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La storia
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Un pò della nostra storia
La Confraternita "sotto l´invocazione del SS. Sacramento fu canonicamente istituita nel 1739 ed approvata nel 1741, dieci anni dopo che la Chiesa di porto S. Stefano fu eretta in Parrocchia"(1). Nacque per "prestare umilissimo omaggio al Divinissimo Sacramento, tanto nelle Processioni, quanto...nel Santo Viatico all´infermo"(2). L´attività della Confraternita dunque si fondava sul sentimento religioso e sulla fede di un popolo semplice e genuino, nei primi anni della sua storia. Il paese infatti contava 200 abitanti appena!
Nel "1856 la Compagnia del SS. Sacramento venne associata a quella della Misericordia"(3) che riservava la sua opera per il trasporto dei defunti". Merita sottolineare un episodio drammatico che si verificò nel 1855: "Era giunto nel nostro porto un´imbarcazione con a bordo un marinaio che aveva contratto il colera... l´infezione diventò presto epidemica causando molte vittime. Solo a Porto S. Stefano ne ebbe a mietere 204 su una popolazione di 3000 persone". Il gran numero dei decessi impegnò la Confraternita chiamata a prestare la sua opera di misericordia.
La CONFRATERNITA DEL SS. SACRAMENTO E DELLA MISERICORDIA nata con il popolo santostefanese continua ad operare ancora oggi con rinnovata motivazione e con nuovi mezzi.
Il 5 febbraio 2006, durante la cerimonia di inaugurazione di una nuova ambulanza, Sergio Benedetti, Governatore della Confraternita da 25 anni, lascia il suo incarico e il Consiglio elegge Roberto Cerulli, consigliere e amministratore dal 1995.

(1) dal Gran libro della Confraternita, 1856
(2) 25 luglio 1739 Istanza presentata al Vicario Abbaziale da d. Andrea Rossi Curato di S. Stefano a nome delle 45 famiglie di Porto S. Stefano
3)L. Brizzolari 1875
Caterina Sordini: una santostefanese Beata
Nel 1770 nasceva Caterina Sordini a Porto S. Stefano. I genitori, molto facoltosi, ma anche molto pii, erano soliti frequentare i padri Passionisti del monte Argentario e beneficavano i poveri e la parrocchia con ampi donativi. Fu proprio attraverso la religiosità del babbo che Caterina conobbe la preghiera di Adorazione davanti al SS. Sacramento, subendone - fin da piccola - il fascino. Il padre progettò per la figlia un avvenire sicuro e felice promettendola in sposa a un giovane salernitano, di buona famiglia, esperto in commerci marittimi. Sulle prime Caterina oppose una qualche resistenza, ma in seguito aderì al volere paterno accettando di buon grado, dal futuro sposo, un cofanetto di splendidi gioielli quale pegno di nozze. Un giorno, recatasi in chiesa per assistere alle sacre funzioni, si adornò con quelle gemme e fermatasi accanto alla pila dell´acqua santa, lasciò che tutti l´ammirassero. Il padre la vide e indignato per quel comportamento la rimproverò con vigore. Caterina allora corse a casa e rifugiatasi nella sua camera si pose davanti allo specchio per rimirarsi, ma ecco d´un tratto nello specchio apparirle Gesù Crocifisso, col capo chino, grondante di sangue, che le disse: " Perché lasci me per una misera creatura?" Caterina guardò e ascoltò, dimenticò le nozze terrene, dimenticò il suo popolo e la casa paterna e da quel momento desiderò consacrarsi al Signore in una vita povera ed umile. Scelse il monastero dei Santi Filippo e Giacomo, situato a Ischia di Castro:Otto mesi più tardi, il 26 ottobre 1788, divenne novizia prendendo il nome di Sr. Maria Maddalena dell´Incarnazione. Il 19 febbraio 1789, Giovedì grasso, le donò in un istante la grazia di contemplare il senso profondo del mistero della sua vita e del nome che aveva scelto. Mentre riassettava il refettorio, digiuna, l´ Abadessa le ordinò di mangiare qualcosa porgendole del pane; non appena sr. M. Maddalena portò il tozzo di pane alla bocca, la parete che le stava dinanzi si inondò di luce ed ella vide alcune vergini in vesti bianche e rosse che lodavano adoranti la SS. Eucaristia. Nell´intimo del cuore il Signore le fece capire che da lei sarebbe nato un istituto dedito alla continua e solenne adorazione del SS. Sacramento, e così fu. Qualche anno più tardi giunse anche per Madre Maddalena la chiamata alla contemplazione eterna di quel Dio che aveva amato e adorato nascosto nel Pane Eucaristico. Il Signore la preavvisò che sarebbe morta al cadere delle foglie ed ella lo fece sapere al fratello Giovanni. Questi si recò a Roma con sollecitudine, ma vedendola in buona salute non prese sul serio le sue parole. Ma ecco che il 29 novembre del 1824 , mentre a Porto S. Stefano la torre dell´orologio suonava le undici di Francia, la Madre - attorniata dalle sue figlie - si spegneva in Roma alla recita del terzo mistero doloroso. Il fratello proprio a quell´ora si sentì chiamare con voce chiara e prolungata e seppe all´istante che l´amata sorella era partita per il cielo.

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